Remunerazione dell'1.75% dell’avere di vecchiaia
9 gennaio 2026
Il 2025 può essere descritto come un anno di transizione per i mercati finanziari globali. Dopo le forti tensioni inflazionistiche e monetarie del biennio precedente, i mercati azionari hanno mostrato una dinamica complessivamente positiva, anche se disomogenea. In ambito obbligazionario, in particolare nel contesto svizzero, i rendimenti sono rimasti su livelli contenuti, favorendo la funzione difensiva delle obbligazioni più che il loro potenziale di performance. Da ultimo, il settore immobiliare ha mostrato segnali di stabilizzazione dopo una fase di rallentamento.
Nel complesso, il 2025 appare come un anno di assestamento solo parziale. Le valutazioni azionarie restano elevate e il margine per sorprese negative non può essere escluso. In questo contesto, il portafoglio della CPdL ha prodotto una performance in linea con quella del proprio settore di riferimento, che le permette di concedere una remunerazione superiore a quella minima decisa dal Consiglio federale per il 2025.
Il Consiglio direttivo, tenendo conto dell’importanza di mantenere una Cassa pensioni stabile, ha deciso per una remunerazione dell’1.75%, da applicare sia alla parte LPP sia alla parte sovraobbligatoria degli averi di vecchiaia 2025. La remunerazione in questione è applicata agli averi degli assicurati presenti al 31 dicembre 2025. In aggiunta, così come in passato, per gli assicurati che nel 2026 accederanno al pensionamento o usciranno dalla CPdL, il Consiglio direttivo ha deciso di non applicare alcun interesse per l’anno in corso.
Sui certificati previdenziali che saranno recapitati nei prossimi mesi, gli averi di vecchiaia proiettati al pensionamento saranno conseguentemente calcolati senza interesse per il 2026, mentre dal 2027 alla data di pensionamento, essi risulteranno remunerati con un ipotetico interesse dell'1.50%, non garantito.
Inoltre, nell’anno appena concluso, l'inflazione in Svizzera si è mantenuta su livelli contenuti. Pertanto, il Consiglio direttivo ha deciso di non effettuare interventi a favore delle rendite in corso, mantenendo tuttavia la massima attenzione all’evoluzione del potere d’acquisto dei propri pensionati.
Infine, il Consiglio direttivo, sentito anche il parere del Perito in materia di previdenza professionale, ha deciso di mantenere il tasso tecnico all’1.50%. Tale valore, centrale per una valutazione degli impegni pensionistici, è legato ai tassi d’interesse in franchi svizzeri che si sono mantenuti piuttosto bassi anche per le scadenze più lunghe.

